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December 20

International Football Papers Database (Iss Pro)

La raccolta di tutti gli articoli dei quotidiani sportivi e degli articoli e comunicati riguardanti gli incontri più importanti del Mondo.
November 29

Il Grattacielo ed il Faro

Eppur sì felice parea la dama in moglie al guardian del faro, che’l mondo le era avvolto in un’aura di pace ove giammai alcun pericolo potea crear pene.

Piena di gioia e di vita ella mai si allontanava, per motivo alcuno, dal suo amato che tanto caro le era da farle rinunciare alla sua ancor giovane età e scegliere di non vivere mai più ciò che una sittanto ancora verde vita potea offrirle, e restare accanto al guardiano che oramai la sua verde età avea in passato vissuto.

Di cotanta solitudine la dama si nutriva, sola accanto al suo adorato, e null’altro parea ella esigesse da quella sì piccola terra che li separava dalla città che scorgea in fronte a loro illuminata dalla luce del faro.

Ma di quanto imprevedibile fosse la misteriosa ruota che muove il destino di una vita, la dama ancor non ne avea coscienza o non volea averne, e quando nel tenebroso buio di una notte simile a tante altre, i raggi della luce di quel faro rivolsero il loro sguardo avverso la città, all’orizzonte una strana figura scorse negli occhi della dama.

Tanto maestosa quanto fascinosa era codesta figura innanzi ad ella, che’l suo sguardo non potea levar davanti.

Durante tutta la notte la dama non riuscea a non pensar a codella strana presenza che mai prima aveva scorto eppur sempre in su quell’isola avea vissuto e sì inevitabilmente non potea far a meno di decidere di traversare, nascosta dal suo amato, il mare che la separava da quella misteriosa figura.

Giunta all’opposta sponda ove v’era la sua vita, si imbatté innanzi ad un meraviglioso Grattacielo entro al quale vivean assieme infinite vite d’ogni specie e d’ogni dove, nel quale vivea un giovane guardian di codel maestoso costrutto.

La dama  che oramai da tempo non s’imbattea sulla sponda opposta all’isola ed a quel faro, tosto si rese conto che v’era tutt’un mondo che ella avea abbandonato scegliendo di non viverlo più sì che un forte stato d’animo confuso pervase d’improvviso la sua mente e la sua anima.

Inoltrata nel Grattacielo rimanea sempre più sorpresa di ciò che v’era dentro, tante vite, tante storie da raccontare e da vivere, tante verdi età che si mescolavano in grovigli di esperienze, di gioie e di dolori come rami di rampicanti, sempre verdi, e poi quel guardian sì giovane, verde, pieno di vita che cercava di insegnarle ciò che la vita ad egli avea insegnato: vivere, viver la vita sempre, amarla fino in fondo sì da amar chi attorno vive.

Allor quando capì che tardo era il tempo che trascorse in quel grattacielo ella capì che dovea tornare dal suo amato, ignaro del viaggio della sua sposa.

Al ritorno nell’isola, la dama, per tutto il dì, e quello successivo e quelli che ancora trascorsero, pur amando il guardian del faro, non potea non pensar a ciò che di sittanto meraviglioso avea per pochi istanti vissuto, sì decise di ritornarci e lo fece ancora e di nuovo sorgendo in lei un sempre più forte sentimento di appartenenza a quel nuovo mondo, di bisogno di viverlo.

Sentimenti nuovi che ella provava che non potean non spaventarla e non suscitare in lei un sifforte sentor di confusione che sofferenza provocava in lei.

Il tempo della vita correa veloce ed ella ancor clandestina si avventurava nel Grattacielo, alto, maestoso, bello, dolce ed in quel guardiano per il qual sempre più forti emozioni ella iniziò a provar.

Non riuscea a non pensar al suo amato ma in egual maniera ella non volea più rinunciar a ciò che aveva scoperto e riscoperto, a quelle vite sì verdi con tanti futuri, tante storie, tanti racconti e tanti amori.

Oramai logoro era l’animo della dama che tanto soffriva questi oramai due sensi di appartenenza.

Il suo cuore era entrato in quel grattacielo e ferma in fronte ad un misterioso bivio ella sostava piangente lacrime di dolore, di confusione: una strada era percorsa accanto al suo amato che oramai per il resto della vita vivrà in sull’isola, il guardiano che lei tanto adorava ma che ora si rendeva conto che forse non era ciò che, nella sua sì verde età, ella dovea vivere; l’altra strada era quel misterioso sentiero che avea scoperto in quel grattacielo e nel suo guardiano, una strada ancora inesplorata ma che grazie ad essa ella avea capito che ancora tanto dovea ricevere dalla vita, ancora sittante emozioni che rischiava di non vivere mai più se fossero l’isola ed il faro il destino della sua vita.

I tempi scorrean nel dolore e nella sofferenza e, seppur sì scritta dal destino era la scelta che ella avrebbe preso, forte era la tentazione di tornar per sempre dal suo amato guardian del faro.
Ancor oggi la dama combatte con sentimenti contrapposti d’amore, due guardiani che forte segnan il suo cammin di vita e, seppur sì semplice sarebbe la scelta che dovrebbe accettare, ella ancor soffre e sceglie di non scegliere.

La vita è un dolce mistero che non può non esser vissuto quando sì verdi sono l’anima, il cuore, la mente e l’età, quando un mondo di vite ancora scorge all’orizzonte invisibile agli occhi, quando tanto amore v’è in giro, e quando vi sarà codel guardian del Grattacielo che aspetta soltanto di ospitare la dama nel suo umile mondo fatto di gioie e di dolori, di umiltà e semplicità domandando solo di crescere, di vivere..insieme.

October 06

ESODO 23, 20

 

Ecco, io mando un Angelo davanti a te per vegliare su di te lungo la via, e per farti entrare nel luogo che ho preparato.
21  Stai attento davanti a lui e ubbidisci alla sua voce; non ribellarti a lui, perché egli non perdonerà le vostre trasgressioni, poiché il mio nome è in lui.
22  Ma se ubbidisci pienamente alla sua voce e fai tutto quello che dirò, io sarò il nemico dei tuoi nemici e sarò l'avversario dei tuoi "avversari;
23  poiché il mio Angelo andrà davanti a te e ti farò entrare nel paese degli Amorei, degli Hittei, dei Perezei, dei Cananei, degli Hivvei e dei Gebusei, e li sterminerò.
24  Non ti prostrerai davanti ai loro dei, e non li servirai. Non farai ciò che essi fanno; ma li distruggerai interamente e spezzerai le loro colonne.
25  Servite all'Eterno, il vostro DIO, ed egli benedirà il tuo pane e la tua acqua; ed io allontanerò la malattia di mezzo a te.
26  Nel tuo paese non ci sarà alcuna donna che abortisca, né alcuna donna sterile. Io farò completo il numero dei tuoi giorni.
27  Io manderò davanti a te il mio terrore e metterò in rotta ogni popolo presso il quale arriverai, e farò voltare le spalle davanti a te a tutti i tuoi nemici.
28  E manderò davanti a te i calabroni, che scacceranno gli Hivvei, i Cananei e gli Hittei davanti a te.
29  Non li scaccerò davanti a te in un anno, affinché il paese non diventi un deserto e le bestie dei campi non si moltiplichino contro di te.
30  Li scaccerò davanti a te a poco a poco, affinché tu cresca di numero e prenda possesso del paese.
31  E fisserò i tuoi confini dal Mar Rosso al mare dei Filistei e dal deserto fino al Fiume; poiché io darò nelle tue mani gli abitanti del paese e tu li scaccerai avanti a te
32  Non farai alleanza alcuna con loro, né coi loro dei.
33  Essi non abiteranno nel tuo paese, perché non ti facciano peccare contro di me: tu serviresti ai loro dei e questo ti sarebbe un laccio".

Dal libro della Bibbia (Esodo 23, 20) L'ingresso in Palestina e la terra promessa

 
September 28

Momenti

 
INDIETRO (Moravagine)

Se riguardo indietro sai che c'è
tutto è cambiato e
lo sappiamo che
così va il mondo

Piccolo Mike adesso è di un dj
ci stiamo male
non dovevamo farlo andare via
via da qui
ma ormai è il passato

E infine a tutti quelli come noi
sfigati al bando e poi
figli polacchi ed oi

Il consiglio è di fare come noi
andare avanti e poi
un taglio netto e vai
cambiare tutto


Alla dama in foto che intraprende un nuovo percorso, a chi ancora lo cerca, a chi torna indietro nella speranza di ripartire da 3, a chi non riesce a cominciare da zero e a chi non sa da dove iniziare..a chi si ferma ma non si perde e a chi continua ma è perduto.a chi piange e a chi ride,a chi soffre e a chi è felice, a chi vuole scendere dal mondo e a chi lo ferma per salire..a chi aspetta il treno dei desideri, a chi il treno l'ha perso, a chi l'ha preso e vuole scendere e a chi invece ha preso quello giusto..a chi non ha scelto me e non sa il perchè..a chi mi ama e non mi segue e a chi mi odia e mi insegue..a chi mi dice "è troppo tardi" e chi decide che è troppo presto, a chi vive fuori ma è morto dentro..a chi non c'è più ma vive in me..


..in play: il silenzio
May 16

..siamo cadaveri che camminano..

L’ultima intervista televisiva Paolo Borsellino la concesse a Lamberto Sposini, per il tg5, venti giorni prima di morire nella strage di via D’Amelio (19/7/1992) insieme con i cinque poliziotti della sua scorta. "Terra", settimanale di approfondimento del tg5, la ha riproposta il 24 marzo 2001. Ne ho trascritto le due risposte finali, particolarmente significative.

Dopo la morte di Falcone come è cambiata la vita di Borsellino?

(lungo sospiro) La mia vita è cambiata innanzitutto perché....dalla morte....di questo mio vecchio amico e compagno di lavoro è chiaro che io sono rimasto particolarmente scosso e sono ancora impegnato, ad un mese di distanza, a recuperare e...., vorrei dire, tutte le mie possibilità operative sulle quali il dolore ha inciso in modo enorme.

E' cambiata anche perché sia per la morte di Falcone, sia per taluni altri fatti, mi riferisco alle dichiarazioni ormai pubbliche di quel collaboratore che ha parlato e ha detto di essere stato incaricato di uccidermi e la notizia è arrivata alla stampa in concomitanza con la notizia della strage di Capaci.

Le mie condizioni...., sono state estremamente appesantite le misure di protezione nei miei confronti e nei confronti dei miei familiari. E' chiaro che in questo momento io ho visto comple...., quasi del tutto, anzi, vorrei dire del tutto, pressoché abolita la mia vita privata.

Ho temuto nell'immediatezza della morte di Falcone una drastica perdita di entusiasmo nel lavoro che faccio. Fortunatamente, se non dico di averlo ritrovato, ho almeno ritrovato la rabbia per continuarlo a fare.

Posso chiederle se lei si sente un sopravvissuto?

Guardi, io ricordo ciò che mi disse Ninnì Cassarà allorché ci stavamo recando assieme sul luogo dove era stato ucciso il dottor Montana alla fine del luglio del 1985, credo.

Mi disse: "Convinciamoci che siamo dei cadaveri che camminano".

La.... l'espressione di Ninnì Cassarà io potrei anche ripeterla ora, ma vorrei poterla ripetere in un modo più ottimistico.

Io accetto la....ho sempre accettato il....più che il rischio, la....condizione, quali sono le conseguenze del lavoro che faccio, del luogo dove lo faccio e, vorrei dire, anche di come lo faccio. Lo accetto perché ho scelto, ad un certo punto della mia vita, di farlo e potrei dire che sapevo fin dall'inizio che dovevo correre questi pericoli.

Il....la sensazione di essere un sopravvissuto e di trovarmi in, come viene ritenuto, in....in estremo pericolo, è una sensazione che non si disgiunge dal fatto che io credo ancora profondamente nel lavoro che faccio, so che è necessario che lo faccia, so che è necessario che lo facciano tanti altri assieme a me.

E so anche che tutti noi abbiamo il dovere morale di continuarlo a fare senza lasciarci condizionare e....dalla sensazione che o financo, vorrei dire, dalla certezza che tutto questo può costarci caro.

April 24

si è fermato il tempo..negramaro

si è fermato il tempo
guardo fuori e non piove più
pensa quant’è strano
manca il cielo qui

ho fermato il tempo
la mia voce non pesa più
gente strana il mondo
piange quando tu…

non puoi più respirare
cadere e farti male
non devi più tremare
attendere e sperare.

ho fermato il tempo
e tu non sei più qui con me
ti avrei dato il mondo
forse un fiore blu…

avrei voluto osare
rapirti e poi volare
ma ci ho pensato tanto
non c’entra qui il coraggio

ho pagato il tempo perché
ti lasciasse dentro un po’ di me
che non sono stato forte
che non mai odiato niente.

ho pagato il tempo perché
ti lasciasse dentro un po’ di me
che non sono stato forte
che non mai odiato niente.
April 21

un comunista a Montecitorio

E finalmente sta giungendo il momento della più grande svolta politica della Seconda Repubblica..
E' notizia di pochi minuti fa, il segretario del Partito della Rifondazione Comunista Fausto Bertinotti sarà molto probabilmente il futuro Presidente della Camera dei Deputati della Repubblica Italiana!
Un Comunista a Capo di Montecitorio non si vedeva da oramai decenni, dai tempi delle grandi guide quali Pietro Ingrao e Nilde Iotti, alla quale in questo momento rivolgo il mio pensiero..Chissà cosa penserebbe se fosse ancora qui tra noi.
Da militante del Partito e da giovane ancora pieno di sogni ed illusioni auguro al Compagno Bertinotti tutto il bene del Mondo, la giusta ricompensa a chi nella vita si è speso per i diritti dell'uomo, dei lavoratori, delle donne, dgli omosessuali, dei "diversi"..la giusta ricompensa, credo, a chi ancora crede che un mondo migliore è ancora possibile.
Alla lotta Compagni..Saluti Fraterni, Rossi e Socialisti
 
April 13

Il banchetto

C'era una volta, in un boschetto in fiore, una lunga, lunga tavolata della quale non si scorgeva mai la fine.
Su questa tavola il ben di dio; cibo, bevande, vino, donne sbronze intente in giochini carichi di malizia con gli uomini banchettanti.
Si mangiava, si beveva, si rideva e si cantava in un clima di serenità.
Con vergognosa ingordigia depredarono tutto ciò che era presente sulla tavola senza alcun rispetto per colui che li aveva invitati nel suo bosco, nel suo mondo, alla sua tavola.
Solo un uomo era seduto lì, un pò in disparte a consumare con gusto si, ma con rispetto e contegno ciò che gli veniva offerto, fortemente disgustato dalla scena che si prospettava innanzi ai suoi occhi.
Ad un tratto tutti gli ingordi banchettanti, saturi fino alle orecchie iniziarono a cadere stecchiti, morti nel cibo che essi stessi stavano ruminando.
Uno ad uno crollarono come birilli, con il terrore segnato sui loro volti.
Quell'uomo seduto in disparte assisteva alla scena con un'espressione mista di sorpresa, paura e allo stesso tempo immenso godimento.
Nel silenzio totale, quando oramai tutti i balordi erano solo dei grossi e grassi cadaveri, all'orizzonte della tavolata si scorge un uomo che si dirige verso l'unico sopravvissuto che intanto era seduto, immobile ed ammutolito.
Una volta presentatosi di fronte, quest'uomo misterioso, rivolto verso il banchettante, esclama con compiacimento:"Il coniglio non era niente male vero?"
Il solo superstite, sorpreso gli risponde"Cos'è successo?"
E l'uomo:"Era giunta l'ora di pagare il conto, ma il prezzo, ahimè, è talmente alto che non sarebbe bastata una vita intera a ripagarlo". E il giovane, sempre più sbigottito e anche un pò infastidito:"Chi sei tu per dire queste cose??!"
L'uonmo misterioso a questo punto eslama a gran voce:"Io sono questo bosco, questa tavolata, sono questo cibo, questo vino, sono ogni popolo oppresso, ogni civiltà distrutta, sono la fame, la povertà, sono l'orrore del terrorismo, sono le foreste abbattute, i fiumi devastati, sono la corruzione, sono il lavoratore sfruttato.
Ciò che in principio ero, l'amore, la tribù, la convivenza, il rispetto, la libertà e l'uguaglianza, la terra prosperosa di ogni bene, ora non lo sono più.
Tu giovane sei stato il solo ad aver rispettato il mio banchetto.
Io sono colui che vi ha voluti qui, e tu l'unico che mi ha rispettato ed è per questo che sei ancora vivo".
Il giovane a quel punto domanda:"Quindi io sono salvo sol perchè non ho abusato del cibo?"
"Tu non sei salvo figliuolo, tu sei colui il quale pagherà con la propria vita il male che l'uomo ha provocato al mondo intero. Morrai come tutti questi maiali ma sappi soltanto che il conto con la tua coscienza è stato saldato. Io sono colui che può, colui che vi ha dato la possibilità di vivere, sono il motore del mondo, la natura delle cose.
Vai giovane, raggiungi i tuoi amici che caro ti han fatto pagare il prezzxo della loro ingordigia".
Appena l'uomo misterioso terminò di parlare, al giovane iniziarono a chiudersi gli occhi, come se si stesse avventurando in quel sonno che durerà un'eternità.

Tracolli

Tra colli di una città era nascosta la chiave di una verità cercata per anni.
Tra colli di una città il mistero più fitto ed ossessionante diviene, in pochi istanti, la più semplice realtà.
Tra colli di una città alla scoperta di quel mistero, alla ricerca della risposta attesa, voluta, sognata.
Tra colli di una città l'albero dell'ossessione fiorisce come d'incanto in un'aria di primavera di sentimenti.
Tra colli di una città lascio una risposta datata ere oramai remote e porto con me qualcosa di nuovo, di semplice, di maturo.
Tra colli di una città si odono gli echi dei mari, di onde ormai lontane, si infrangono ricordi e sentimenti, si accendono sensazioni mai provate.
Tra colli di una città, all'alba di un nuovo giorno, la mia vita mi osserva, sorride e si culla, nell'attesa di altri misteri, di altre ossessioni, di altri tracolli..
February 21

Alle Vittime della Mafia

"Il mio unico rammarico è sapere di essere stato lasciato da solo proprio quando eravamo ad un passo da una svolta epocale" Giovanni Falcone
 
..Dedicato a chi si sente lasciato solo, ed a tutte le vittime dello Stato Italiano..
 
 
 
 
 
 
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