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November 29 Il Grattacielo ed il FaroEppur sì felice parea la dama in moglie al guardian del faro, che’l mondo le era avvolto in un’aura di pace ove giammai alcun pericolo potea crear pene. Piena di gioia e di vita ella mai si allontanava, per motivo alcuno, dal suo amato che tanto caro le era da farle rinunciare alla sua ancor giovane età e scegliere di non vivere mai più ciò che una sittanto ancora verde vita potea offrirle, e restare accanto al guardiano che oramai la sua verde età avea in passato vissuto. Di cotanta solitudine la dama si nutriva, sola accanto al suo adorato, e null’altro parea ella esigesse da quella sì piccola terra che li separava dalla città che scorgea in fronte a loro illuminata dalla luce del faro. Ma di quanto imprevedibile fosse la misteriosa ruota che muove il destino di una vita, la dama ancor non ne avea coscienza o non volea averne, e quando nel tenebroso buio di una notte simile a tante altre, i raggi della luce di quel faro rivolsero il loro sguardo avverso la città, all’orizzonte una strana figura scorse negli occhi della dama. Tanto maestosa quanto fascinosa era codesta figura innanzi ad ella, che’l suo sguardo non potea levar davanti. Durante tutta la notte la dama non riuscea a non pensar a codella strana presenza che mai prima aveva scorto eppur sempre in su quell’isola avea vissuto e sì inevitabilmente non potea far a meno di decidere di traversare, nascosta dal suo amato, il mare che la separava da quella misteriosa figura. Giunta all’opposta sponda ove v’era la sua vita, si imbatté innanzi ad un meraviglioso Grattacielo entro al quale vivean assieme infinite vite d’ogni specie e d’ogni dove, nel quale vivea un giovane guardian di codel maestoso costrutto. La dama che oramai da tempo non s’imbattea sulla sponda opposta all’isola ed a quel faro, tosto si rese conto che v’era tutt’un mondo che ella avea abbandonato scegliendo di non viverlo più sì che un forte stato d’animo confuso pervase d’improvviso la sua mente e la sua anima. Inoltrata nel Grattacielo rimanea sempre più sorpresa di ciò che v’era dentro, tante vite, tante storie da raccontare e da vivere, tante verdi età che si mescolavano in grovigli di esperienze, di gioie e di dolori come rami di rampicanti, sempre verdi, e poi quel guardian sì giovane, verde, pieno di vita che cercava di insegnarle ciò che la vita ad egli avea insegnato: vivere, viver la vita sempre, amarla fino in fondo sì da amar chi attorno vive. Allor quando capì che tardo era il tempo che trascorse in quel grattacielo ella capì che dovea tornare dal suo amato, ignaro del viaggio della sua sposa. Al ritorno nell’isola, la dama, per tutto il dì, e quello successivo e quelli che ancora trascorsero, pur amando il guardian del faro, non potea non pensar a ciò che di sittanto meraviglioso avea per pochi istanti vissuto, sì decise di ritornarci e lo fece ancora e di nuovo sorgendo in lei un sempre più forte sentimento di appartenenza a quel nuovo mondo, di bisogno di viverlo. Sentimenti nuovi che ella provava che non potean non spaventarla e non suscitare in lei un sifforte sentor di confusione che sofferenza provocava in lei. Il tempo della vita correa veloce ed ella ancor clandestina si avventurava nel Grattacielo, alto, maestoso, bello, dolce ed in quel guardiano per il qual sempre più forti emozioni ella iniziò a provar. Non riuscea a non pensar al suo amato ma in egual maniera ella non volea più rinunciar a ciò che aveva scoperto e riscoperto, a quelle vite sì verdi con tanti futuri, tante storie, tanti racconti e tanti amori. Oramai logoro era l’animo della dama che tanto soffriva questi oramai due sensi di appartenenza. Il suo cuore era entrato in quel grattacielo e ferma in fronte ad un misterioso bivio ella sostava piangente lacrime di dolore, di confusione: una strada era percorsa accanto al suo amato che oramai per il resto della vita vivrà in sull’isola, il guardiano che lei tanto adorava ma che ora si rendeva conto che forse non era ciò che, nella sua sì verde età, ella dovea vivere; l’altra strada era quel misterioso sentiero che avea scoperto in quel grattacielo e nel suo guardiano, una strada ancora inesplorata ma che grazie ad essa ella avea capito che ancora tanto dovea ricevere dalla vita, ancora sittante emozioni che rischiava di non vivere mai più se fossero l’isola ed il faro il destino della sua vita. I tempi scorrean nel dolore e nella sofferenza e, seppur sì scritta dal destino era la scelta che ella avrebbe preso, forte era la tentazione di tornar per sempre dal suo amato guardian del faro. La vita è un dolce mistero che non può non esser vissuto quando sì verdi sono l’anima, il cuore, la mente e l’età, quando un mondo di vite ancora scorge all’orizzonte invisibile agli occhi, quando tanto amore v’è in giro, e quando vi sarà codel guardian del Grattacielo che aspetta soltanto di ospitare la dama nel suo umile mondo fatto di gioie e di dolori, di umiltà e semplicità domandando solo di crescere, di vivere..insieme. TrackbacksThe trackback URL for this entry is: http://lapollonio.spaces.live.com/blog/cns!7C085F1ED8FEE14C!597.trak Weblogs that reference this entry
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